eventi tianqi top

Benvenuto nella sezione "News ed Eventi" del Centro Tian Qi. Resta sempre aggiornato sulle ultime novità!

Dic01

1/12/2011: "rito e gesto"

rito e gesto nelle discipline tradizionali giapponesi: shiatsu storia e pratica del kata con valter yugen umelesi

Nov27

27/11/2011: "rito e gesto"

rito e gesto nelle discipline tradizionali giapponesi: karate shotokan con la scuola del M° iroshi shirai, Kyudo con il M° ioshihiro ichikura, cerimonia della scuola heki ryu, kenjutsu kata di spada della scuola shinbukan del M° tetsuzan kuroda

Nov26

26/11/2011: "rito e gesto"

rito e gesto nelle discipline tradizionali giapponesi: dimostrazione di Kendo e Iaido della scuola Shunpukan di Milano, meditazione Zazen con Giuseppe Kugen Figini, monaco del lignaggio del Maestro Zen Deshimaru Roshi

Nov25

25/11/2011: "rito e gesto"

rito e gesto nelle discipline tradizionali giapponesi: inaugurazione mostra ed esibizione di Aikido del M° Florindo Baldo

Venerdì 25 novembre alle ore 18.30 inaugurazione della mostra e dimostrazione di Aikido del M° Florindo Baldo

Nov04

SEMINARIO CON NIGEL CHARNOCK

4 NOVEMBRE 2011 - SEMINARIO DI "DANZA E TEATRO TOTALE"CON NIGEL CHARNOCK

Si avvicina il momento dell'attesissimo seminario con NIGEL CHARNOCK dal 4 al 6 novembre 2011 seminario di danza e teatro totale, fondatore della celebre compagnia DV8, a Milano presso il Centro Tian Qi.
Lo stage terminerà alle ore 18 di domenica con una “talking and performing conference” che vede protagonista il maestro/coreografo/artista.
Per iscriversi contattare Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Nigel Charnock leads a workshop on ‘total theatre’. The body, the voice, dancing, moving and being moved, singing, structured and free improvisation. Please bring yourself and a sense of humour. Nigel has been making dance and physical theatre for over twenty-five years. Despite this he still manages to bring a sense of boundless stupidity to everything he does.

Mag22

22/5/2011: CONFERENZA "KINESIOLOGIA SISTEMATICA" CON BRIAN MILLER

Presentazione di Kinesiologia Sistematica tenuta da Brian Miller, Kinesiologo dell'A.S.K.

Mar16

16/3/2011: “Feng Shui e arti marziali” con Francesco Rossena

CONFERENZA SUL FENG SHUI

La casa ha relazioni profonde con la salute e lo stile di vita di chi la abita. L’armonia e l’equilibrio tra noi e il nostro contesto quotidiano sono le condizioni necessarie per creare benessere. Allo stesso modo, la sistemazione e l’organizzazione degli spazi di un luogo di lavoro hanno effetti concreti su produttività e benessere del personale, come sul buon rapporto con i clienti. Viviamo il paradosso di voler star bene senza conoscere il nostro corpo, senza sapere come funziona e di cosa ha realmente bisogno. L’uomo può e deve essere considerato nella sua complessità emozionale, fisica ed energetico percettiva. Possiamo asserire di aver raggiunto un senso di benessere quando questi stati dell’essere e della materia sono in equilibrio armonico tra di loro. Allo stesso modo considerando la nostra casa alla stregua di un organismo vivente possiamo interagire con essa in maniera opportuna ed appropriata. Spesso viviamo invece in luoghi che nulla ci trasferiscono in termini di vitalità. Sono stati pensati da altri; non rispondono in modo significativo alle nostre aspettative. Case senz’anima costruite spesso in modo approssimativo e senza cura, il cui corpo fisico è fatto di materiali che arrecano danno alla nostra salute. Cosa dire poi dell’ambiente circostante; chi ha la sventura di vivere nei centri urbani deve sopportare oltre che l’inquinamento ambientale anche quello visivo fatto di immagini inquietanti e volgari. Nel contempo le nostre case devono tornare ad essere costruite con materiali tradizionali e con l’ausilio di quanto il progresso ci fornisce in merito all’utilizzo di energie alternative e rinnovabili. Solo così l’uomo potrà ri-collocarsi giustamente tra cielo e terra in 

equilibrio ed armonia con essi. Da anni è questo l’obiettivo che perseguo nella duplice veste di architetto e di insegnante di discipline marziali, pur nella limitatezza del mio sapere.

Mar04

4/3/2011: mostra "Il Drago, la Tigre e la Morte"

simboli e misteri dell'arte himalayana

La tigre, con il suo ruggito possente ed il suo sguardo magnetico, ha da sempre affascinato l' immaginario collettivo. In Oriente il suo elegante vello a bande gialle e nere è considerato simbolo di forza e in antichità era sovente usato come ornamento da reggenti e sovrani, o indossato dai guerrieri in battaglia. Oggi è quasi scomparsa, ma un tempo la tigre prosperava sugli altopiani del Tibet ed era temuta e rispettata dalla popolazione, che la riteneva un animale magico e dai grandi poteri curativi. Oltre ad essere elevata a simbolo di forza interiore e saggezza, essa è uno dei dodici segni del calendario tibetano.

Il drago invece è un animale mitologico le cui origini si perdono nella notte dei tempi. Si sviluppa parallelamente all' interno delle cornici culturali di popolazioni molto lontane tra di loro e apparentemente scollegate, ma mentre in Occidente la sua figura è considerata temibile e malvagia, in Oriente è vista come una creatura benevola e portatrice di ricchezza e fortuna. Altresì la morte, temuta e rispettata da molte culture, ha assunto nel tempo una tale quantità di significati simbolici da risultare ormai ermetica ad una qualsiasi interpretazione analitica del simbolo in sé, non smettendo però di incutere timore. Mentre l' iconografia occidentale rappresenta la morte come un sinistro mietitore, per la cultura orientale, in particolare per quella buddista, essa costituisce un momento di passaggio, una fase transitoria verso una nuova vita.

Con la mostra "Il Drago, la Tigre e la Morte - simboli e misteri dell' Arte himalayana" il Museo d' Arte orientale Obrietan intende aprire al visitatore uno spaccato sulla vita quotidiana dell' antica civiltà tibetana prendendo in esame in particolare lo stretto rapporto tra la spiritualità e la vita di tutti i giorni. Questo rapporto secolare ben si estrinseca sugli oggetti che i Tibetani usano nella loro quotidianità: mobili, elementi di arredo e utensili cerimoniali esprimono egregiamente la stretta relazione che lega la vita di quel popolo alla venerazione del Buddha. Relazione che si evidenzia in ogni gesto quotidiano, anche il più banale.

Tradizionalmente il Tibet è visto come una terra remota e isolata dal resto del mondo. La letteratura e la cinematografia recenti ci hanno abituati a pensare a quel Paese come un luogo inaccessibile e severo, ma l' output artistico e culturale della tradizione tibetana ci raccontano una storia completamente diversa. Il popolo tibetano si è costruito nei secoli una fortissima identità, che tuttavia si è lasciata permeare dalle influenze culturali delle aree limitrofe, in particolare dall' India, dalla Cina e dall' Asia centrale.

A causa della loro natura semi-nomade, i popoli himalayani hanno sempre avuto un rapporto particolare con i mobili. I periodici spostamenti costringevano ad una rigida selezione sulla quantità e qualità degli oggetti che ogni singola famiglia o tribù poteva portare con sé. Questo fece sì che i pochi arredi disponibili dovessero assolvere a molteplici usi: non solo funzionali ma anche rituali e spirituali. I Tibetani realizzavano i mobili per le loro tende o per i monasteri e li decoravano con simboli religiosi; per questo motivo il mobile tibetano è considerato anche oggetto di culto ed opera d' arte. Gli uomini che costruirono ed utilizzarono gli esemplari esposti in questa mostra erano persone colte e cosmopolite, e il loro gusto artistico era permeato dalla cultura del buddismo tantrico tibetano, ma anche dalle vicine tradizioni artistiche di India e Cina.

L' eco di questi contatti con le tradizioni artistiche dei paesi limitrofi è ben rappresentato dai tre simboli che rappresentano il comune denominatore di questa esposizione. Dall' antico tantrismo indiano attraverso l' Himalaya fino alla Cina i tre simboli si presentano ripetutamente nel corso dei millenni incutendo nel fedele buddista timore, rispetto e ammirazione.

La mostra "Il Drago, la Tigre e la Morte" costituisce il quinto appuntamento di un ciclo di esposizioni intitolato "Simboli e misteri dell' Arte Himalayana" , ideato con l' intento di aprire uno spaccato sulla storia dell' arte antica e sulla cultura del Tibet. L' idea della mostra nasce in collaborazione con il Centro Tian Qi di Milano, dove sarà allestita l' esposizione.

Lug02

2-3/7/2011: "STAGE QI GONG"

STAGE DI QI GONG RIVOLTO A DANZATORI, PERFORMERS ED ATTORI

<<  2 3 4 5 6 [7